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Game - Once upon a Puppet : Quando il teatro diventa videogioco

Immagine del redattore: matteo dolci
matteo dolci
18 mar
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 25 mar

Recensione – Nintendo Switch |

Cosa succede quando un’avventura videoludica si ispira al teatro, alla poesia e ai ricordi dimenticati? Once Upon a Puppet non si limita a raccontare una storia: ti invita a viverla sul palcoscenico sospeso tra sogno e realtà.

Benvenuti nel Palcomondo

Appena avviato il gioco, ci si ritrova immersi in un mondo che sembra uscito da un sipario magico: un regno in bilico tra luce e ombra, dove ogni passo riecheggia come un colpo di scena. Vestiamo il guanto – letteralmente – di Nieve, tessitrice esiliata nel misterioso Sottopalco, e controlliamo Drev, una marionetta legata a lei da un incantesimo antico.

Il loro legame è il cuore pulsante dell’avventura: inizialmente forzato, si trasforma lentamente in un rapporto profondo, fatto di fiducia, complicità e crescita reciproca.


Storia e personaggi: un intreccio d’autore

La trama di Once Upon a Puppet è costruita con cura artigianale: emozionante, malinconica, a tratti persino filosofica. Insieme, Nieve e Drev affrontano il cammino verso il Frontepalco, cercando di sconfiggere il Re dal cuore spezzato, responsabile del vuoto che minaccia il regno del teatro.

Lungo la strada, incontreranno decine di personaggi secondari, tutti memorabili, tutti parte di un cast che sembra uscito da una compagnia teatrale d’élite. Le loro battute sono scritte con precisione, ogni dialogo è un piccolo atto di scena che aggiunge spessore al mondo di gioco.


Gameplay: il filo della creatività

Il gameplay è uno dei punti di forza più sorprendenti. Nei panni di Nieve, muoviamo Drev tirando i suoi fili: ogni salto, combattimento o interazione è mediata da questo gesto teatrale. È un sistema originale, che unisce platforming, azione e puzzle in modo davvero fresco.

I rompicapi non sono mai banali: spesso richiedono di manipolare scenografie, orchestrare luci o evocare ricordi per sbloccare passaggi segreti. Ogni elemento contribuisce a farci sentire parte attiva dello spettacolo.


Direzione artistica da applausi

Visivamente, il gioco è un incanto. Le ambientazioni ricordano i fondali dipinti di un teatro d’avanguardia: palchi sospesi, passerelle aeree, ombre e luci in danza continua. Ogni scena sembra un quadro che prende vita.

La colonna sonora è altrettanto ispirata: musiche orchestrali e suoni ambientali si fondono per creare un’atmosfera avvolgente, teatrale, emozionante.


Cosa colpisce davvero

  • Una narrativa ricca e toccante, che va oltre la semplice trama.

  • Gameplay innovativo: il controllo della marionetta è originale e coinvolgente.

  • Stile artistico memorabile, con ambientazioni curate come scenografie.

  • Audio immersivo, che accompagna e amplifica ogni emozione.


Conclusioni: un applauso a scena aperta

Once Upon a Puppet è una piccola gemma per Nintendo Switch, capace di unire emozione, gameplay creativo e direzione artistica di altissimo livello. Non è un gioco da affrontare di corsa: ogni scena, ogni angolo del Palcomondo, merita di essere vissuto con calma, come un vero spettacolo teatrale.

Una scelta perfetta per chi ama le storie immersive, i giochi che osano sperimentare e il fascino senza tempo del teatro.


Voto finale: 9/10

Un’avventura poetica che resterà con voi anche dopo il sipario.

 
 
 

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